Una pratica KYC/CDD raccoglie ciò che il D.Lgs. 231/2007 chiama adeguata verifica della clientela: l'art. 17 la ancora all'approccio basato sul rischio, l'art. 18 ne fissa il contenuto e l'art. 19 le modalità di identificazione. Il fascicolo che ne esce è un concentrato di dati personali — documento, codice fiscale, residenza, scopo del rapporto — ed è esattamente ciò che un team di analisi non deve vedere per fare il proprio lavoro. anonym.plus sostituisce l'anagrafica con pseudonimi riutilizzabili, sul dispositivo, così il rapporto resta tracciabile senza nominare il cliente.
Quando si applica
Un team di data analysis rilegge le cartelle di onboarding per ricalibrare le fasce di rischio. Ciò che serve è la distribuzione dei fattori — paese, canale, tipo di prodotto — non l'identità di chi ha aperto il rapporto. Le identità reali restano nell'archivio KYC protetto, dove la legge le vuole.
Come lo gestisce anonym.plus
- Apri la pratica KYC nello strumento, sul dispositivo.
- L'OCR locale legge le immagini dei documenti e le utenze scansionate.
- Lo strumento individua nomi, codici fiscali, passaporti e IBAN.
- Scegli uno schema di pseudonimo stabile (per esempio CL-001).
- Conferma ogni sostituzione; conserva gli indicatori di rischio.
- Salva la copia analitica in locale.
Cosa serve fornire
- La pratica KYC (PDF, DOCX o immagine).
- Un operatore: sostituisci con tabella di pseudonimi.
- Facoltativo: una tabella di mappatura per la riconciliazione futura.
Tipi di entità rilevati nei documenti finanziari
| Categoria | Tipo di entità anonym.plus | Esempio |
|---|---|---|
| Persona | PERSON | Anna Verdi → [CL-001] |
| Carta d'identità | IT_IDENTITY_CARD | CA00000AA → [DOCUMENTO-001] |
| Codice fiscale | IT_FISCAL_CODE | VRDNNA85M41F205Z → [CF-001] |
| IBAN | IBAN_CODE | IT60 X054 2811 1010 0000 0123 456 → [IBAN-001] |
| Indirizzo | LOCATION | Piazza del Duomo 5, Milano → [LUOGO-001] |
| EMAIL_ADDRESS | anna.verdi@esempio.it → [EMAIL-001] |
Conformità raggiunta
- Adeguata verifica — l'approccio basato sul rischio dell'art. 17 del D.Lgs. 231/2007, il contenuto dell'art. 18 e le modalità di identificazione dell'art. 19 restano documentati: si pseudonimizza la copia, non la verifica.
- Titolare effettivo — i criteri dell'art. 20, la comunicazione al registro dell'art. 21 e il D.M. MEF n. 55/2022 restano adempiuti; dopo la sentenza CGUE 22 novembre 2022, cause riunite C-37/20 e C-601/20, l'accesso generalizzato del pubblico a quei dati non è più un dato acquisito.
- Conservazione — l'art. 31 impone dieci anni sull'originale e le Disposizioni della Banca d'Italia in materia di adeguata verifica della clientela ammettono anche l'identificazione a distanza: il fascicolo digitale resta trattabile in locale, senza caricamenti.
- Pseudonimizzazione — l'art. 4, punto 5, del GDPR è esplicito: con la tabella di corrispondenza conservata a parte si resta nel perimetro dei dati personali. Chiave in un contenitore separato e AES-256-GCM + Argon2id sulle copie (art. 32 GDPR).
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Limiti & avvertenze
Uno pseudonimo non è un anonimato. Finché esiste la tabella di corrispondenza il fascicolo resta soggetto al GDPR e i controlli di accesso restano indispensabili. La pseudonimizzazione abbassa il rischio di esposizione interna, non lo azzera.
Domande frequenti
Una pratica pseudonimizzata è anonima?
No. Con la tabella di corrispondenza la persona è ricostruibile, e l'art. 4, punto 5, del GDPR la tratta ancora come dato personale. Le misure di protezione restano necessarie.
Posso risalire ai nomi reali in un secondo momento?
Sì, se conservi la tabella di mappatura in un archivio separato e cifrato, con accesso limitato ai soli designati ai sensi dell'art. 2-quaterdecies del Codice Privacy.
La pratica lascia il dispositivo?
No. Tutta l'elaborazione avviene in locale: nessuna immagine di documento d'identità viene inviata a un servizio di riconoscimento esterno.